Mi insegni a nuotare

Mi insegni a nuotare?

Il nuoto è uno degli sport più completi non solo per gli adulti, ma anche per i bambini. Praticarlo fin da piccoli significa rinforzare il sistema respiratorio e cardiocircolatorio e favorire lo sviluppo armonioso delle capacità motorie e il miglioramento di eventuali deviazioni della colonna vertebrale; rafforza la muscolatura, irrobustisce le ossa e serve a prevenire la scoliosi. Ma non solo: la frequenza dei corsi di nuoto rappresenta per i bimbi anche un importante momento di aggregazione che facilita la socializzazione tra pari oltre che migliorare le capacità cognitive, la concentrazione e perfino l’autostima.

Oltre a tutto ciò il nuoto aiuta a combattere nervosismo e insonnia nei bambini e aiuta a favorire la sicurezza di sé e l’indipendenza. Il nuoto, infatti, aiuta a superare i propri limiti e ad acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo. I primi corsi iniziano già dai primi mesi di vita con una fase finalizzata all’ambientamento e all’acquaticità. L’istruttore avvicina i bambini e instaura con loro un rapporto basato sulla sicurezza e sulla simpatia. L’approccio con l’acqua è graduale e delicato e viene impostato come un momento ludico oltre che insegnare a stare a galla e nuotare.

Solo in un secondo tempo, verso i 6 anni, inizia l’impostazione dei movimenti corretti per poi apprendere i 4 stili tradizionali: stile libero, dorso, rana, delfino. Per chi vuole proseguire, al termine del corso, si apre la strada per l’attività agonistica che inizia a 8 anni. Questo significa frequentare allenamenti finalizzati al conseguimento di risultati sportivi. Per tutti questi motivi spesso parecchi medici e insegnanti consigliano alle mamme di iscrivere i propri figli, già in tenera età, a corsi di nuoto! I benefici del nuoto per i bambini sono quindi indiscussi, ma non sempre è facile convincere i più piccoli a iniziare questo tipo di attività sportiva e cercare di assecondare i loro gusti pertanto:

  • Non usate tecniche impulsive per il primo approccio con l’acqua. Iniziate con una passeggiata sul bagnasciuga, un primo approccio con l’acqua fino alla vita, magari giocando a palla, e poi le prime bracciate;
  • Non abbiate fretta. Aiutatelo all’inizio a imparare uno “stile a cagnolino”, muovendo braccia e gambe insieme;
  • La respirazione è molto importante e anche questa va insegnata con gradualità. Insegnate al bambino a immergere gradualmente il viso. Solo quando si sentirà pronto e sicuro potete passare a un’immersione con tutta la testa. Un paio di occhialini, braccioli o salvagente possono aiutare;
  • Nei primi impatti con l’acqua reggetelo per i fianchi. Quando lo vedrete sicuro e convinto, potrete lasciarlo;
  • Quando il bambino avrà imparato a muoversi, potrete procedere a togliere prima l’uno e poi l’altro bracciolo;
  • Insegnate l’alleanza con l’acqua e con il mare. Il bambino deve sentire il mare come un amico, soprattutto cercate di non trasmettergli la vostra eventuale paura dell’acqua ma fiducia nella sua riuscita.

 

Mary Merenda
Insegnante di scuola dell’infanzia

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