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Quando il bambino morde…!?

Nei primi mesi di vita il bambino si comporta come se volesse conoscere attraverso la bocca tutto ciò che è alla sua portata: morde, lecca, assaggia tutti gli oggetti che riesce a raggiungere. Questo per lui è il modo migliore per scoprire e riconoscere gli oggetti, la loro forma, il loro sapore e odore.

Dopo l’anno il piccolo incomincia a capire che il mordicchiare attira la simpatia di mamma e papà; allo stesso modo il bambino più grandicello può utilizzare il morso per attirare l’attenzione degli altri su sé stesso e infine morde perché vuole comunicare. Più il bambino cresce, più il morso viene utilizzato quando c’è frustrazione, cioè impedimento ad una comunicazione più naturale.

Solo dopo i due-tre anni diventa un modo deliberato per esprimere rabbia e intimidire i coetanei. Per loro è un percorso di conoscenza, tuttavia le forme violente devono essere bloccate con fermezza. Il piccolo che l’ha inflitto (ai genitori, ad un amichetto, al fratellino) non ha probabilmente capito che il suo gesto fa male. Se il piccolo ha meno di due anni ed è nel periodo in cui mastica e mette in bocca tutto, è consigliabile offrirgli dei giochi che possono essere morsi (anelli o forme di plastica dura), piuttosto che negargli questo suo modo di scoprire e conoscere le cose. Se invece è più grande e morde quando si arrabbia, chiedetegli di spiegarvi il motivo della sua rabbia, mentre se morde per ottenere un giocattolo da un amichetto, fategli capire che le cose si possono chiedere con le parole e per piacere.

Non usate sistemi violenti nei confronti di vostro figlio se dovete punirlo perché morde: questo infatti confermerebbe nel bambino l’idea che soluzioni violente, morso compreso, dunque, possono servire a far valere i propri diritti. Per prevenire al problema sarebbe corretto iniziare:

  • Stabilendo delle regole e suggerendo al bambino dei comportamenti alternativi;
  • Parlarne con le educatrici del nido o della scuola materna; il problema in genere si mette in evidenza quando il bambino frequenta una collettività, proprio perché coi coetanei scattano maggiormente situazioni di tensione o di ira.
  • Interrompete il morso con un netto “NO”; quando siete presenti ai giochi del bambino e vi accorgete che vostro figlio è sul punto di mordere un compagno, intervenite usando un tono di voce dura, guardatelo negli occhi, cercate di interromperlo: in questi momenti il controllo costante dell’adulto si rende necessario fino a quando dura l’abitudine a mordere.
  • Applicate un castigo se continua a mordere gli altri;
  • Non usate sistemi violenti, tipo schiaffi, pizzicotti o addirittura morsi nei confronti di vostro figlio se dovete punirlo perché morde e se avete l’abitudine di mordicchiare per gioco il bambino, non continuate a farlo, in quanto fino ai due anni non è in grado di capire la differenza tra morsi affettuosi e quelli aggressivi;
  • Fategli i complimenti quando si comporta bene e non morde;
  • È inutile, anzi, dannoso etichettare un bambino di due anni che morde come aggressivo, ciò che è di fondamentale importanza è infondere al bambino l’idea che mordere è sbagliato, provoca dolore e, soprattutto, fornirgli alternative. Ricordiamoci, in ogni caso, che non si pone mai fine all’aggressività con altra aggressività… Urlare e tirare scappellotti non sono soluzioni. È utile invece lodare indirettamente il bambino che non morde più per un po’ di tempo con frasi che gli permettano di capire le conseguenze delle sue azioni. In ogni caso ricordiamoci che questa è solo una fase transitoria…diamo tempo al tempo…

 

Mary Merenda
Insegnante di scuola dell’infanzia

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