Crisi di coppia: quando ci si allontana anche se si continua a stare insieme

Una crisi di coppia non comincia necessariamente con un tradimento, una grande litigata o con
qualcuno che dice: “Non ti amo più”. Molto più spesso inizia in modo silenzioso, mentre la vita
continua apparentemente come prima. Si vive insieme, si lavora, si organizzano gli impegni, si accompagnano i figli, si fa la spesa e magari si programmano anche le vacanze. Eppure, lentamente, qualcosa nella relazione cambia. Si continua a parlare, ma sempre più spesso si parla soltanto di ciò che bisogna fare e sempre meno di ciò che si prova.
È una situazione che incontro frequentemente nei colloqui clinici: coppie che non hanno
necessariamente smesso di volersi bene, ma che a un certo punto hanno iniziato a sentirsi distanti senza riuscire a comprendere esattamente quando sia accaduto.

“Non litighiamo quasi mai, ma siamo diventati due coinquilini”
Siamo abituati a pensare che una coppia sia in crisi quando litiga molto, ma non è sempre così. Esistonocoppie che discutono e riescono comunque a incontrarsi emotivamente, ed esistono coppie
apparentemente tranquille nelle quali, da tempo, non avviene più un vero incontro.
Ci si racconta meno, si smette di chiedere all’altro come sta davvero e la sessualità può diminuire o
diventare qualcosa di occasionale e prevedibile. Anche le attenzioni che un tempo erano spontanee
diventano progressivamente più rare.
Quasi mai qualcuno decide consapevolmente di allontanarsi. Più spesso sono piccole esperienze che si accumulano: una delusione che non viene raccontata, un bisogno che non trova ascolto, una
discussione evitata perché “tanto finisce sempre allo stesso modo”. Fino a quando il silenzio sembra
diventare più semplice del confronto.

Il problema non è sempre aver smesso di amare
Quando una coppia entra in crisi, una delle domande più frequenti è: “Lo amo ancora?”. È una domanda comprensibile, ma non sempre è quella che permette di capire davvero cosa stia accadendo.
Una relazione cambia inevitabilmente nel tempo. L’innamoramento dei primi mesi non può essere
identico dopo dieci o vent’anni, perché nel frattempo arrivano il lavoro, le responsabilità, i figli, le
preoccupazioni e soprattutto cambiano le persone che compongono quella coppia.
A volte, quindi, non abbiamo semplicemente smesso di amare l’altro. Può essere accaduto qualcosa di più complesso: abbiamo smesso di riuscire a raggiungerlo.


Due persone possono vivere la stessa relazione in modo molto diverso

Possiamo condividere la stessa casa, la stessa quotidianità e persino gli stessi progetti, vivendo però due esperienze completamente differenti della relazione.
Uno può pensare: “Siamo solo molto impegnati, è un periodo e passerà”. L’altro, nello stesso momento, può sentire: “Sono solo da anni dentro questa relazione”.
Nessuno dei due sta necessariamente mentendo e non è detto che uno abbia ragione e l’altro torto.
Stanno vivendo la stessa storia da due prospettive differenti.
Da un punto di vista fenomenologico, questo è uno degli aspetti più importanti da comprendere: non soltanto che cosa è successo nella coppia, ma come ciascuno dei due ha vissuto ciò che è successo e quale significato gli ha attribuito.

Una crisi non significa necessariamente che la relazione sia finita
La parola “crisi” viene spesso associata alla rottura, ma una crisi indica prima di tutto che l’equilibrio
costruito fino a quel momento non funziona più.
Può condurre a una separazione, ma può anche aprire una possibilità di trasformazione. Il punto,
infatti, non è necessariamente tornare alla coppia di prima. A volte quella coppia non può più esistere, semplicemente perché nel frattempo sono cambiate anche le persone che la compongono.
Nel colloquio clinico di coppia si cerca allora di rallentare ciò che nella quotidianità avviene troppo
velocemente: il litigio, l’accusa, la difesa, la chiusura. Si prova a comprendere che cosa stia accadendo dietro quei comportamenti.
Dietro una critica può esserci il bisogno di sentirsi considerati; dietro una chiusura, la paura di non
essere compresi; dietro la rabbia può esserci una solitudine che da molto tempo non riesce più a trovare parole.
Non si tratta quindi soltanto di imparare a “comunicare meglio”, ma di tornare a comprendere che cosa stiamo cercando di dire all’altro quando apparentemente stiamo parlando d’altro.
Perché una coppia non rimane viva evitando le crisi. Rimane viva quando entrambi riescono ancora a incontrarsi, riconoscere ciò che è cambiato e comprendere se esiste un nuovo modo di stare insieme.

Susanna Manzato – Psicologa

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